Buongiorno a tutti e molte grazie per l’invito.
Tutti noi siamo stati coinvolti nella discussione inerente l’adesione
al nuovo partito democratico.
Anche io sono convinto che guardare alla tradizione e alla cultura del passato
è elemento imprescindibile, considerato che le nostre culture, la
cultura repubblicana e socialista, sono le uniche correnti che possono vantare
cento anni di storia in questo Paese.
La storia, la cultura e i valori che hanno fatto parte del nostro patrimonio
genetico devono comunque essere preservati e sarebbe errato se quel patrimonio
non venisse tramandato.
Una considerazione che mi sento di fare e che rappresenta un pericolo alla
costituzione del partito democratico sia il preoccuparsi molto più
del contenitore che del contenuto.
Forse il problema principale è la mancanza di un’anima, mancanza
di una proposta politica.
Quale è la visione del modello di società, di Stato che noi
proponiamo ai nostri elettori ?
Vogliamo riavvicinare alla politica i cittadini, ma quale risposta diamo
ai problemi delle persone ?
Voglio fare un esempio. Quando affrontiamo i problemi riguardanti le pensioni
solo nell’ottica della sostenibilità, ci poniamo nei confronti
del problema con un’ottica parziale e sbagliata.
La diversità tra centro destra e centro sinistra è capire
quale è il modello di welfare che si vuole costruire e lasciare in
eredità alle nuove generazioni.
L’unico modo per militare in un nuovo partito è stilare dei
contenuti, capire se si è tutti d’accordo rispetto quei valori
che dovrebbero essere tradotti in proposte come l’equità e
la giustizia sociale.
Il problema è come ognuno ritrovi se stesso dentro una visione complessiva.
Se parliamo di pensione dobbiamo parlare anche del sistema sociale, quindi
del modo in cui ci si avvicina al lavoro che se precario ed instabile, avrà
effetti sulla pensione stessa.
Quando parliamo di pensione dobbiamo parlare anche di qualità degli
incentivi in quanto, se noi concediamo incentivi solo ad una fascia di occupazione,
è ovvio che il datore di lavoro, che realizza la competitività
solo attraverso il costo dei diritti, porrà tutta la sua attenzione
sulle fasce agevolate e tenderà ad espellere le fasce più
costose che si ritroverà senza lavoro alla soglia dei 50 anni e senza
la possibilità di avere la pensione.
Dobbiamo quindi capire come il sistema degli incentivi debba fare sistema
rispetto al modello di sviluppo e sociale che intendiamo rinnovare avendo
una visione d’insieme.
La domanda che poniamo al partito democratico, a chi oggi vuole essere solo
protagonista di questo nuovo contenitore, è come si realizza un modello
di società dove ogni cittadino si riconosca? Perlomeno quella parte
di cittadinanza che ha dato grossa fiducia a Prodi con le primarie, al centro
sinistra con le elezioni e si è mobilita perché si vuole sentire
nuovamente protagonista.
Non ci interessa e non interessa nemmeno i cittadini sapere se dentro il
partito democratico contino di più i DS o la Margherita. Il problema
è sapere come rimotivare le persone alla politica.
Infatti se il cittadino perde fiducia verso le istituzioni e verso chi dovrebbe
dettare le regole di un paese democratico, garantendone il suo funzionamento,
il rischio è di avvicinarsi ad una pericolosa deriva di qualunquismo
e di interpretare la politica come la ricerca dell’uomo vincente.
Bisogna ridare senso al valore della democrazia, al valore degli interessi
generali e sapere come essi si coniughino. Ad un nuovo soggetto politico
chiediamo di sapere se stiamo costruendo un paese ereditabile dai nostri
figli, se stiamo restituendo senso e valore alla passione politica, alla
voglia di partecipare in un progetto che vede protagonisti le persone ed
il rispetto di se stessi.
Solo così il partito democratico potrà essere affascinante.
Altrimenti nascerà tra mille divisioni, tra mille contraddizioni
e non sarà in grado di intercettare quella spinta propulsiva che
nel paese è comunque consistente e che verrà delusa e vanificata.
Il nostro discorso dovrà essere coerente ed unificato, non parcellizzato
in minuscole tribù.
Ricordate che essere divisi ha comportato spesso la perdita di diritti e
con la perdita di essi si rischia di perdere anche la dignità di
cittadino, scambiando un diritto per una concessione.
Sta a noi, tutti, impegnarci perché un desiderio diventi realtà.
Grazie e buona giornata a tutti.