ADRIANO MUSI. Signor Presidente, componenti del Governo, onorevoli deputate
e deputati, si concludera` oggi, con il voto di questa Assemblea, l’itinerario
parlamentare del Documento di programmazione economico-finanziaria che,
vera novita` sottovalutata dai molti interventi che ho ascoltato in queste
ore, si pone in corretta continuita` con gli indirizzi programmatici e con
gli obiettivi macroeconomici indicati lo scorso anno. In cio` rappresenta
una vera discontinuita` rispetto ai precedenti Documenti di programmazione,
distintisi tutti per l’assoluta variabilita` annuale delle previsioni,
e, per la prima volta, non rende necessaria una manovra correttiva in corso
d’anno.
Si tratta di novita` positive, insieme alla trasparenza e alla chiarezza
delle cifre in esame, frutto del nuovo sistema di classificazione del bilancio,
realizzatesi per l’impegno di lavoro del Ministero dell’economia
congiunto con la fattiva collaborazione delle Commissioni competenti di
Camera e Senato.
E` un documento di programmazione economica che indica la strada che si
vuole percorrere nei prossimi anni, offrendo punti di riferimento fondamentali
per l’impegno dei soggetti istituzionali, per le attivita` dei soggetti
economici e finanziari e per le certezze, di cui hanno bisogno i cittadini
al fine di rafforzare la fiducia nel loro futuro. Ieri, il piu` noto dei
quotidiani economici ha puntualmente riferito il cambiamento avvenuto a
questo riguardo, rispetto al dicembre scorso, con una positivita` inaspettata
di umori, da ricercare nelle minori ansie che le famiglie avvertono sulle
prospettive economiche e fiscali del Paese. Quindi, e` un clima positivo
quello in cui si colloca la nostra discussione, che non puo` essere governata
solo con un rigore economico cieco, che non distingue la dignita` del vivere
dal conto in banca. Ed e` proprio a loro che mi rivolgo, ai censori di oggi
– a parte i menagrami – evidentemente dimentichi del loro modo
di interpretare il rigore nella passata legislatura. Questo e` un anno di
semina, di impegni contenuti nel programma dell’Unione, che credo
utile ricordare a me stesso e a voi, per meglio collocare le scelte del
Documento di programmazione economico-finanziaria:
sono state avviate le liberalizzazioni a favore dei consumatori e degli
utenti; e` stata realizzata una prima riduzione del costo del lavoro, ridistribuendolo
tra lavoratori e imprese; sono stati ottenuti i primi ed importanti risultati
sul piano della lotta all’evasione e all’elusione fiscale, recuperando
un rapporto anche con le rappresentanze sociali che si erano sentite ignorate
per tale fondamentale obiettivo; e` stata perseguita una graduale stabilizzazione
dei precari; e` stata raggiunta una regolarizzazione dei lavoratori in nero,
significativa anche per la tutela della loro sicurezza nel lavoro; e` stata
concordata la trasformazione del lavoro subordinato nei contratti di collaborazione
dei call-center; e` stata restituita una nuova speranza di dignita` di reddito
ai tanti pensionati minimi, dimenticati nella precedente legislatura dall’aumento
del famoso milione, avendo, come sola colpa, l’aver pagato i contributi
previdenziali; e` stata ridefinita la politica sociale, ampliando le tutele
e i diritti per i figli senza iniquita` per i padri.
Spendere meglio per risparmiare di piu` e` la scelta che caratterizza tutto
il Documento di programmazione economico-finanziaria, per consolidare gli
obiettivi di finanza pubblica senza compromettere le esigenze di equita`
e di sviluppo prioritarie del Paese. Spendere meglio e` la scelta per non
vanificare una politica fiscale fondata su una ancor piu` necessaria lotta
all’evasione e all’elusione, che consenta di ridurre la pressione
fiscale a chi le tasse lepaga, a partire dalle famiglie monoreddito o, comunque,
con redditi medio-bassi. Inoltre, si sono redistribuiti per la prima volta
anche ai cosiddetti incapienti, attraverso assegni sociali, vantaggi fiscali
da cui erano esclusi per la loro condizione di poverta` e si e` avuto un
alleggerimento della pressione fiscale, che coinvolge anche la prima casa,
sia di proprieta` , sia in affitto.
Spendere meglio e` concordare con le autonomie locali e le regioni procedure
idonee per coniugare responsabilita` , uso efficiente delle risorse e risanamento,
evitando che autonomia fiscale significhi solo aumento dell’imposizione,
sovrapposta ad imposte gia` esistenti a livello nazionale, dovendo rappresentare,
invece, lo strumento di verifica dei cittadini tra imposte pagate e finalizzazioni
verificate.
Spendere meglio e` raggiungere l’efficienza della pubblica amministrazione
che, oltre alla realizzazione del memorandum sottoscritto tra il Governo
e le organizzazioni sindacali in occasione del rinnovo contrattuale dei
pubblici dipendenti – che lega sempre di piu` il salario alle prestazioni
– consiste nel superare le procedure autorizzative sovrabbondanti,
che rendono il cittadino suddito rispetto alla burocrazia e che rappresentano
il vero costo della politica da abbattere.
Spendere meglio e` sconfiggere un divario territoriale ancora drammaticamente
evidente nel nostro Mezzogiorno, non solo rivendicando percentuali vincolanti
di spesa da destinare in tali aree ma, soprattutto, con la volonta` di rispettare
gli impegni assunti, evitando che le uniche speranze per i giovani, oggi,
siano la mobilita` o, peggio, il pendolarismo verso il Nord, anziche´
la realizzazione di un’emancipazione del territorio attraverso la
sua infrastrutturazione, che lo renda competitivo per le imprese. Inoltre,
sono necessari un sistema creditizio piu` efficiente e meno oneroso e una
rete di trasporti che, attraverso l’intermodalita` , trovi le risposte
alle peculiarita` di quei territori, a partire dalla Sicilia e dalla Calabria.
Spendere meglio e` investire in istruzione, formazione e ricerca, per realizzare
una reale societa` delle opportunita` , che consenta di affrontare, in un’ottica
nuova, i temi dell’eta` lavorativa e della flessibilita`:
un’ottica che valorizzi il merito, la competenza, le capacita` e che
faccia vivere la flessibilita` non come sfruttamento della persona, ma come
opportunita` di crescita professionale (una scelta di vita), oltre che di
incremento di reddito e di dignita` del proprio vivere il lavoro.
Spendere meglio e` investire in sicurezza, dotando di uomini, mezzi e risorse
le forze dell’ordine, oltre che i Vigili del fuoco, consapevoli che
alla criminalita` ambientale, riemersa drammaticamente in questi giorni
sull’intero territorio nazionale, si sovrappone la sicurezza quotidiana
dei cittadini, con le sue specificita`: al Nord, garantendo ai cittadini
di poter esercitare le proprie attivita` imprenditoriali e commerciali e
di vivere serenamente la propria vita familiare nelle proprie case; al Sud,
garantendo ai cittadini di poter esercitare le proprie attivita` senza essere
taglieggiati e di potersi liberamente
muovere sul territorio, senza essere a rischio ogni volta che si esce di
casa.
Spendere meglio e` porre la sostenibilita` ambientale al centro delle scelte
e delle politiche di sviluppo, consapevoli che investire nella tutela dell’ambiente
e delle risorse naturali significa scommettere sulla vivibilita` delle nostre
citta` e sul futuro del nostro Paese, rendendo necessario utilizzare tutti
gli strumenti, a partire dalla leva fiscale, per disincentivare e penalizzare
qualsiasi comportamento incoerente e scorretto.
Si tratta, quindi, di un percorso di rigore nella riduzione della spesa
corrente, fondato sulla qualita` e sul rispetto degli impegni interni ed
internazionali, oltre che su una gradualita` che sa coniugare risanamento
con rispetto dei cittadini, vincoli finanziari con sostenibilita` sociale,
equilibrio di bilancio con competitivita` del sistema economico.
Si tratta di una politica per uno sviluppo duraturo e sostenibile, che sappia
scegliere le priorita` , imposti le soluzioni e decida nell’interesse
generale del Paese; che anche quando si avanzano idee innovative per la
riduzione del debito – come l’utilizzo delle riserve delle banche
centrali – non vuole assolutamente ledere l’autonomia di tali
banche, ma solo ricercare le soluzioni, da approfondire comunque, nell’interesse
del Paese.
Sono queste, molto sinteticamente, le ragioni per le quali, come gruppo
L’Ulivo condividiamo il Documento di programmazione economico-finanziaria
elaborato dal Governo: annunziamo, pertanto, il nostro voto positivo alla
risoluzione espressa dall’Unione nella sua unitarieta` , che va ascritta
al merito del relatore Ventura e di tutta la Commissione bilancio, che ringraziamo
(Applausi dei deputati del gruppo L’Ulivo).